Lavare l’insalata con il bicarbonato? Non serve a ridurre la carica microbica
Prima di metterla in una colorata ciotola e renderla più gustosa grazie a spezie e condimenti, è buona norma lavare accuratamente l’insalata.
La norma igienica che tutti conoscono però non è sufficiente per garantire la sicurezza dell’alimento.
Più in particolare, l’insalata semplicemente lavata con acqua corrente non elimina i rischi di infezioni alimentari causate da Escherichia coli, Salmonella e Listeria monocytogenes.
Uno studio pubblicato dall’Università di Teramo ha cercato di individuare e comprendere quale sostanza sanificante unita all’acqua può portare maggiori benefici.
Bicarbonato, cannella o ipoclorito di sodio? I risultati dello studio
L’autore dello studio, Antonio Paparella, professore di Microbiologia alimentare, ha spiegato che lavare la lattuga soltanto con acqua riduce in modo significativo la quantità di microrganismi presenti sulle foglie di lattuga.
Per aumentare l’efficacia in modo significativo però, l’aggiunta di ipoclorito di sodio (più conosciuta con i nomi di candeggina o Amuchina) o di olio essenziale di cannella si sono rivelate particolarmente efficaci.
L’insalata lavata con queste due sostanze infatti non solo ha fatto registrare una significativa funzione decontaminante, ma si sono rivelati validi aiuti per impedire la successiva ricontaminazione delle foglie da parte della Salmonella.
Il bicarbonato?
I risultati dello studio hanno evidenziato che lavare l’insalata con questa sostanza sanificante, contrariamente a quanto molti di noi hanno sempre creduto, non si è dimostrato efficace né per ridurre la carica microbica presente sulla lattuga, né per scongiurare il rischio di ricontaminazione in frigorifero.