Le microplastiche che inquinano mari e oceani non si fermano all’ambiente marino: arrivano fino all’uomo attraverso la catena alimentare, in particolare tramite il consumo di pesci e crostacei. Fibre e frammenti di plastica provenienti da abbigliamento, packaging, attrezzature per la pesca e altre fonti si disperdono nell’acqua, vengono ingeriti dalla fauna marina e si accumulano nei tessuti muscolari, ovvero nelle parti che finiscono sulle nostre tavole.
Negli ultimi anni, i casi di contaminazione da Listeria monocytogenes nel salmone affumicato hanno destato preoccupazione tra i consumatori e gli esperti di sicurezza alimentare. Questa batteriosi, che può causare problemi seri soprattutto nei soggetti più vulnerabili, è un rischio da non sottovalutare.
I batteri del genere Vibrio sono microrganismi presenti in ambienti marini e salmastri, noti per la loro capacità di causare infezioni nell'uomo attraverso il consumo di frutti di mare contaminati o il contatto con acque infette. Negli ultimi anni, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha evidenziato un aumento dei rischi associati a questi batteri, attribuibile ai cambiamenti climatici e alla crescente resistenza agli antimicrobici.
Nel settore alimentare, garantire sicurezza e qualità è una priorità assoluta, soprattutto quando si tratta di prodotti lattiero-caseari. La produzione di yogurt e derivati richiede controlli rigorosi per assicurare che il prodotto finale sia sicuro per il consumo e mantenga intatte le sue caratteristiche organolettiche e nutrizionali.
L’acqua potabile è una risorsa fondamentale per la vita quotidiana e per il nostro benessere. Ma quanto sappiamo davvero di ciò che contiene? Negli ultimi anni, un tema di crescente discussione riguarda la presenza del fluoro nell’acqua potabile. Il fluoro è una sostanza chimica che, in alcune situazioni, viene aggiunta all’acqua per migliorare la salute dentale. Tuttavia, l’argomento è oggetto di dibattito: è sicuro? E, soprattutto, quale livello di fluoro è davvero raccomandato per la salute umana?
Negli ultimi anni, uno dei temi più discussi in ambito scientifico e sanitario riguarda l'incremento dei rischi legati alla sicurezza alimentare, in particolare per i frutti di mare. Recenti studi pubblicati dall'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) hanno rivelato un aumento preoccupante della presenza di batteri Vibrio nei prodotti ittici, un fenomeno legato al cambiamento climatico e alla crescente resistenza antimicrobica.
Negli ultimi anni, l’attenzione per la qualità e la sicurezza alimentare è cresciuta notevolmente, soprattutto in merito alla presenza di sostanze potenzialmente nocive negli alimenti. Una di queste è l’acrilammide, una sostanza classificata come probabilmente cancerogena per l’uomodall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).
Il 2025 si apre con una grande novità per la gestione dei rifiuti in Italia: il RENTri, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, è pronto a rivoluzionare il settore. Per aiutare imprese e operatori a comprendere le nuove normative, sono aperte le iscrizioni per il corso online dedicato al RENTri, con date fissate per il 10 e il 29 gennaio 2025.
La sicurezza alimentare è un argomento che tocca la vita di tutti noi, e uno degli aspetti meno conosciuti ma estremamente rilevanti riguarda le sostanze chimiche a contatto con gli alimenti (Food Contact Chemicals, FCC). Recenti studi, come quello condotto dal Food Packaging Forum Foundation di Zurigo e pubblicato su Nature Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology, evidenziano quanto poco sappiamo sui rischi potenziali legati a queste sostanze.
La sindrome del colon irritabile (IBS, irritable bowel syndrome) è una delle patologie più comuni dell’asse intestino-cervello, colpendo circa il 4% della popolazione mondiale. Tuttavia, i disturbi gastrointestinali interessano almeno il 40% delle persone, anche senza una diagnosi ufficiale di IBS.