100.000 persone. Questo numero incredibile indica le persone che in Germania, ogni anno, sono colte da tossinfezione alimentare. Una delle cause è la conservazione scorretta degli alimenti che dovrebbero rimanere a basse temperature.
È un vero patrimonio della cultura culinaria italiana. Stiamo parlando della gustosissima pizza napoletana, intramontabile simbolo del Bel Paese e della convivialità partenopea.
Tutti gli imballaggi destinati al consumo presenti in Italia dovranno necessariamente presentare l’etichettatura ambientale. Questa rivoluzione normativa giunge dopo un complesso iter burocratico: l’11 settembre 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 116, che recepisce la Direttiva UE 2018/851 sui rifiuti e la Direttiva (UE) 2018/852 relativa agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio.
Si parla di circa 20 morti all’anno per shock anafilattico di origine alimentare. Le stime sono però da leggere come incomplete e da gestire “al rialzo” visto che spesso gli operatori di primo soccorso non riconoscono o non classificano la causa di morte come anafilassi.
Il caso risale a qualche settimana fa ed è rapidamente balzato agli onori delle cronache. Una ventenne di Milano allergica al latte, ha consumato un tiramisù vegano che ne conservava delle tracce. Lo shock anafilattico è stato fulmineo e purtroppo la giovane è deceduta all’Ospedale Niguarda.
L’operato dell’ex Ministro della Giustizia del Governo Draghi si è concretizzato nell’emanazione del Decreto Legislativo n 150 del 10 ottobre 2022, che prende appunto il nome di Legge Cartabia.
Nella storia di ogni popolazione si è cercato di risolvere un problema: come conservare i prodotti reperibili nel momento in cui l’offerta supera la domanda.
Lo scorso 26 ottobre è stata adottata dalla Commissione europea una proposta di direttiva con le revisioni delle disposizioni della precedente direttiva in materia di trattamento delle acque reflue urbane.